BITCOIN Una moneta virtuale nel mondo reale

CAPITOLO II:

I BITCOIN

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 Fabiola Yvonne Bobbio

2.1 Cos’è un Bitcoin? Come funziona?

La definizione del Bitcoin come di una “moneta crittografata, peer to peer, digitale, decentralizzata” è la più breve ed esaustiva che si possa escogitare1.

I “soldi di bit” sono una criptomoneta e la crittografia è funzionale a prevenire le contraffazioni. Non vi è alcuna autorità centrale che regoli il valore di questa moneta perché il Bitcoin si alimenta in un sistema peer to peer.

Ciascun individuo dotato di un computer connesso alla Rete è in grado di cominciare ad utilizzare la valuta Bitcoin: è sufficiente scaricare il software, creare un account e creare un portafoglio elettronico2 sul proprio computer. Questo portafoglio consente di compiere transazioni, compreso lo scambio di Bitcoin con valuta tradizionale. Per trasferire i Bitcoin attraverso Internet è sufficiente che ambedue le parti abbiano un indirizzo Bitcoin. Il sistema è basato su un sistema di crittografia a chiave pubblica (che contiene l’indirizzo del proprietario). Quando, ad esempio, il soggetto X trasferisce un ammontare di Bitcoin ad un soggetto Y lo fa aggiungendo la chiave pubblica di Y (l’indirizzo) sulla valuta da trasferire in oggetto firmando con la propria chiave privata. In sostanza, i Bitcoin contengono l’indirizzo di chi li possiede. Ne consegue che se X trasferisce soldi ad Y deve semplicemente sostituire il proprio indirizzo con quello di Y sulla valuta Bitcoin e confermare l’operazione utilizzando la chiave privata3. In conclusione, gli utenti trasferiscono moneta firmando con la loro chiave privata e la transazione viene a questo punto trasmessa al network Bitcoin4. La data di ciascuna transazione è registrata in maniera tale che nessun Bitcoin possa essere speso più di una volta allo stesso tempo. In definitiva, i “soldi di bit” possono essere trasferiti da un portafoglio ad un altro ma ogni trasferimento viene registrato nel codice stesso dei Bitcoin. In questo modo, pur salvaguardando l’anonimato, ogni transazione identifica chiaramente il suo proprietario al fine di impedire potenziali conflitti di proprietà.

Ricapitolando, all’autorità centrale viene sostituito un database composto dai vari server che, attraverso lo scambio peer to peer, hanno la funzione di memorizzare tutte le operazioni. Diversamente da quanto avviene nelle banche col segreto bancario, le transazioni in Bitcoin sono pubbliche e l’intero storico delle transazioni viene scaricato da ogni utente prima di usare il programma. La peculiarità consiste nel fatto che l’anonimato col sistema Bitcoin è garantito poiché è impossibile risalire al nome del titolare se non per sua volontà5.

2.2 Bitcoin, la nascita e la mission alla base della loro creazione

Il documento che sancisce la creazione di Bitcoin6 illustra in maniera prevalentemente tecnica e matematica il funzionamento del sistema BTC7. Ciò che preme considerare, per comprendere la mission del suo creatore, è proprio la descrizione fatta nell’abstract del documento in questione. Nakamoto esordisce affermando che il sistema Bitcoin creato permetterebbe di effettuare pagamenti online direttamente da un soggetto all’altro senza passare attraverso alcun istituto finanziario8.

Il documento riconosce che le istituzioni finanziarie siano indispensabili nel processo di pagamento elettronico per la loro funzione di terzi garanti. Questa funzione rappresenta però un costo che, inevitabilmente, influisce sulla transazione.

L’unico modo conosciuto per evitare questi costi è stato, fino al 2009, quello di utilizzare fisicamente il contante perché, fino alla creazione del sistema Bitcoin, non è stato inventato alcun sistema per effettuare pagamenti tramite semplice comunicazione, senza un terzo che faccia da garante. È proprio utilizzando un network peer to peer9, come proposto da Nakamoto, che si possono effettuare i pagamenti senza passare attraverso alcun istituto finanziario. Il problema della garanzia, in questa forma di pagamento elettronico, viene risolto attraverso le prove crittografiche: si può affermare che alla base della realizzazione della mission vi sia la sostituzione della fiducia dei pagamenti con le prove crittografiche che permettono di creare delle transazioni che, grazie al loro livello di calcolo, sarebbero praticamente impossibili da decrittare. Come argutamente osservato, il sistema BTC, unito alla crittografia, consente di «ridurre la ricchezza a informazioni che possono essere trasmesse senza costo in tutto il mondo. Qualcosa che nessuno seppe fare prima del 200910».

In sostanza, la visione di Nakamoto si è concretizzata ed ha portato il sistema Bitcoin, in questi quattro anni dalla nascita ad oggi, ad utilizzare questa valuta crittografata e digitale per effettuare transazioni a prescindere che banche e Stati ne riconoscano la validità. Dalla nascita ad oggi ritengo che il valore del Bitcoin, o “soldo di bit,” sia stato condizionato da molti fattori: la credibilità, la fiducia e la sicurezza del metodo, la portata11, il numero di detentori della moneta stessa12 e, credo sia opinione comune, anche dal ruolo dell’emozione creata dai media, ma ciò che più conta è che, a dispetto della sua natura virtuale, il suo utilizzo sia reale.

2.3 Come si producono i Bitcoin

In pratica ciascun computer connesso alla rete può scaricare l’apposito software e cominciare a coniare nuove monete attraverso un processo, detto mining13, che consiste essenzialmente nel mettere a disposizione la potenza hardware del proprio processore. Grazie al collegamento da pari a pari tutti gli utenti possono utilizzare il loro computer per partecipare alla creazione di Bitcoin. Ma come si “estraggono” i Bitcoin? É sufficiente mettere a disposizione il proprio computer? Come viene decisa la distribuzione di Bitcoin? Innanzitutto è utile precisare che quest’attività, puramente virtuale, di “estrarre” Bitcoin, presuppone il possesso di un portafoglio, virtual wallet14e, naturalmente, di un computer con una buona potenza. Come prestabilito15 il numero di Bitcoin creati per “blocco”16 è andato a modificarsi nel tempo, dimezzandosi ogni 4 anni circa17, fino ad arrivare a zero affinchè la cifra totale di BTC in circolazione non superi il totale complessivo di 21 milioni18.

Attraverso l’hardware dei computer coinvolti nel mining si eseguono dei calcoli matematici che hanno la finalità di confermare le transazioni. La potenza richiesta è decisamente superiore rispetto agli esordi, quando la “ricompensa” era più alta (50 BTC anziché gli odierni 25) e il numero di miners (estrattori) era notevolmente minore, pertanto per “estrarre” oggi si aderisce prevalentemente a delle squadre (mining pool) appositamente create, alle quali viene assegnato un blocco virtuale dal quale estrarre Bitcoin. Il valore dei Bitcoin a ricompensa per ciascun utente che ha preso parte all’estrazione è proporzionato alla potenza di calcolo (hashrate) messa a disposizione per risolvere il blocco. In sostanza, il blocco è una parte della blockchain, ossia il registro di tutte le transazioni BTC, e la soluzione del problema crittografico che lo riguarda genera una ricompensa. Questi blocchi vanno ad aggiungersi cronologicamente alla catena che è condivisa da tutti gli utenti Bitcoin. La registrazione nella blockchain di ogni transazione è fondamentale per impedire la double spending19, cioè la possibilità di spendere i propri Bitcoin con due differenti destinatari contemporaneamente.

2.4 Bitcoin: fidarsi di una valuta digitale automatizzata e decentralizzata?

Le domande più frequenti, quando si parla di Bitcoin sono principalmente sul perché fidarsi di una moneta non controllata da un sistema centrale e su cosa succederà quando, in futuro20, se ne estinguerà la produzione. Abituati come siamo alla presenza di un’autorità centrale, che funga da garante, rimaniamo perplessi davanti a questa valuta cibernetica priva di un’autorità centralizzata che ne controlli l’emissione. I Bitcoin non rispondono a logiche di governi o banche ma rispondono a regole prefissate ed inderogabili. Queste regole, espresse in algoritmi e un sistema crittografico ritenuti sicuri21 definiscono a priori il numero complessivo di monete, i meccanismi per la loro creazione e per le transazioni. Tali regole si sostituiscono all’arbitrio di un’autorità centrale e basano l’utilizzo dei Bitcoin sul presupposto che gli utenti si sentano garantiti da «un sistema di pagamento elettronico basato su prove crittografiche, invece che sulla fiducia, che consenta a soggetti consenzienti di negoziare direttamente tra loro senza la necessità di un terzo garante22». Relativamente all’ammontare prefissato della valuta BTC, il premio nobel in economia Paul Krugman ritiene che il sistema Bitcoin abbia creato nel suo mondo privato un gold standard, nel quale l’erogazione di moneta è fissa e non soggetta ad aumentare con lo “stamparne” altra; in definitiva, Bitcoin, anziché fissare il valore della moneta virtuale in termini di “pezzi di carta verdi”, fissa la quantità totale di valuta digitale23. Questo totale di valuta sarà raggiunto nel 2140 ma, già nel 2017, saranno in circolazione i tre quarti delle monete totali. Ne consegue che molto prima del raggiungimento del numero massimo di valuta Bitcoin potremo ipotizzare uno scenario verosimile. Di sicuro, nell’ipotesi in cui la richiesta di Bitcoin sarà maggiore rispetto alla loro offerta, la deflazione sarà inevitabile ma la prevista divisibilità del Bitcoin fino ad otto cifre decimali24 rappresenterà la soluzione. Nel mondo digitale dei Bitcoin nulla sembrerebbe lasciato al caso.

2.5 Bitcoin e Gold in World of Warcraft: due valute digitali a confronto

La diffusissima valuta usata in World of Warcraft (WoW)25, videogioco fantasy sviluppato dalla Blizzard Entertainment26, è stata paragonata ai Bitcoin per la similitudine nel generarli, mantenerli, assicurarli e trasferirli usando un solo software e per il fatto che, sebbene si possano trasferire fisicamente, i Bitcoin, come la valuta di WoW, non esistono al di fuori del chip del computer, quindi in una forma fisica. É ovvio che la differenza sostanziale tra le due valute digitali consista nell’essere state concepite per scopi diversi. Da una parte una moneta, quella di Wow che, pur avendo una valutazione, può essere utilizzata solo per giocare, dall’altra il Bitcoin, che consente acquisti nel mondo reale.

Se si pensa alla definizione di Bitcoin come “moneta crittografata peer to peer digitale decentralizzata” si possono cogliere le differenze tra le due monete digitali27. Innanzitutto “moneta crittografata”: questa è certamente una peculiarità del sistema Bitcoin (rispetto al gold di Wow) che necessita di assicurare la sicurezza e la protezione dei dati. Digitale: questa è la definizione che accomuna alla base le due valute. Decentralizzata: la valuta giocata con Wow è gestita da un’autorità centrale, Blizzard, che possiede i server ai quali si connettono i giocatori, server che decidono quanto oro si possa guadagnare in un dato momento e in che modo i giocatori possano “guadagnarlo”. È chiara la differenza con i Bitcoin: questi non sono creati e tanto meno regolati da un server o un’autorità centrale, le regole sono incorporate nel client che si installa nel proprio computer e non sono cambiabili in alcun modo. Peer to peer, questo termine descrive comefunziona il sistema Bitcoin: il client (utente) agisce sia come client sia come server e, in tal modo, si forma un network attraverso la connessione dei client, questo fa sì che si formi una sorta di collettivo organizzato ben diverso dal sistema di network centralizzato messo in essere dalgioco World of Warcraft.

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Ecco un link dove potete sperimentare e prendere confidenza con bitcoin:  www.bitcoin.de/it/r/wunrhw

 

 

1 Definizione più diffusa sul web per definire questa criptovaluta.

 

2 C.d. wallet. I wallet sono anonimi e descritti da un codice alfanumerico di 33 caratteri.

 

3 In pratica ogni transazione in Bitcoin è un blocco di dati che viene firmato con la chiave pubblica del destinatario del pagamento e con quella privata di chi paga.

 

4 Duignan B., Money and Capital,https://www.goodreads.com/book/show/16244896-money-and-capital, 2012, pag. 48

 

5De La Paz G.A., Bitcoin, Moneta virtuale e mezzo di pagamento reale: l’UE meglio degli USA?, http://www.key4biz.it/, 2013

 

 

6 Sebbene la nascita del sistema Bitcoin venga fatta risalire al febbraio 2009, anno in cui comparve il software, l’anno esatto è il 2008 quando Satoshi Nakamoto, pubblicò un documento che, sancendone la nascita, lo descriveva per la prima volta.

 

7 Nakamoto S., Bitcoin:A Peer-to-Peer Electronic Cash System, http://bitcoin.org/bitcoin.pdf, 2008. É opinione comune che dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto si nasconda verosimilmente un gruppo di persone o che Satoshi sia il matematico giapponese Shinichi Mochizuki in persona. Mims C., Mirani L., The mysterious creator of bitcoin could be japanese mathematician shinichi- mochizuki says the inventor of hypertext, Quarz, May 19, 2013.

 

8«A purely peer-to-peer version of electronic cash would allow online payments to be sent directly from one party to another without going through a financial institution», Nakamoto S., op.cit..

 

9Peer-to-peer o p2p (da pari a pari) si intende una rete informatica (o di computer) che al posto di avere client o server fissi ha un numero di nodi che fungono sia da client che da server verso gli altri elementi della rete.

 

10 Timothy B. Lee, Why Programmers Are Excited About Bitcoin, in http://www.forbes.com/, 2013.

 

11 Si intende per portata la quantità di operatori disposti ad accettare questa moneta digitale nelle loro transazioni.

 

12 Acquistabile su internet, oppure acquisibile attraverso il processo di “mining” più avanti illustrato.

 

13 Letteralmente “estrarre” è l’ attività di generazione di Bitcoin attraverso l’esecuzione di complessi calcoli matematici che hanno lo scopo di confermare le transazioni.

 

14 Portafoglio elettronico, tra i più comuni Coinbase e Clockchaine

 

15 Nel documento di fondazione, Nakamoto S., op.cit..

 

16 Il blocco (block) è una parte della blockchain, cioè del registro pubblico di tutte le transazioni. Esso contiene e conferma le transazioni in attesa. Il processo di mining si conclude con l’aggiunta del blocco alla blockchain.

 

17 Il 28 novembre 2012 è passato da 50 a 25 BTC a blocco.

 

18 Nel 2140 non ci saranno più Bitcoin coniati o da estrarre perché il software ne limita la produzione a ventuno milioni per prevenirne l’inflazione. Tra gli altri: Power M., Drugs 2.0: The Web Revolution That’s Changing How the World Gets High, in http://books.google.ch/, 2013

 

19 Come spiega Nakamoto, nel documento di creazione dei Bitcoin, l’unico modo per evitare tentativi di spesa doppia è quello di conoscere tutte le transazioni e questo è reso possibile dalla loro marcatura temporale attraverso il processo di mining . Nakamoto S., op.cit..

 

20 Nel 2140 verrà generato/estratto l’ultimo Bitcoin, per un totale di 21 milioni di “monete di bit” coniate.

 

21 «Il sistema crittografico di Bitcoin è allo standard di sicurezza più elevato che la tecnologia oggi consenta». Così Stefano Zenzero, docente di Computer security al Politecnico di Milano, «L’architettura è modulare ed estensibile, e prevede che se uno degli algoritmi usati venisse rotto o indebolito si possa passare ad algoritmi alternativi in modo trasparente all’utente, senza dover nemmeno aggiornare il software sui client.». Bitcoin: dal mining ai complotti, tutto sulla moneta digitale, a cura di C. Angelini e V. Porcu, in Tom’s hardware, http://www.tomshw.it/, 2013

 

22 Nakamoto S., op.cit..

 

23Krugman P., Golden Cyberfetters, in New York Times, http://www.nytimes.com/, 2011.

 

24 Quindi, in realtà, vi sono 2.099.999.997.690 (poco più di 2 quadrilioni) di monete all’interno di una singola unità bitcoin.

Miti, in https://it.bitcoin.it/wiki, 2011

 

25Il prezzo medio della valuta World of Warcraft in lug 11, 2013, è di 9.51 € / 10000 Gold (http://www.mmosale.it/wow-gold-c-82.html)

 

26WoW si puo giocare esclusivamente su internet e col pagamento di un canone: è il gioco più giocato al mondo, con 12 milioni di iscrizioni attive.

 

27 Chamero Juan , The Web of the People – How to Predict the Human Behavior, eBook (PDF), 2013.

 

4 thoughts on “BITCOIN Una moneta virtuale nel mondo reale

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